senza glutine

Piccole Quiche di piselli e farina di grano saraceno.

Le Piccole Quiche di piselli e farina di grano saraceno sono una vera e propria esplosione di gusto.

La Quiche, piatto tipico della tradizione francese, è entrata di diritto nel patrimonio culinario di tutte le cucine internazionali.

Il nome però di questa prelibatezza gastronomica, ha radici tedesche infatti, la parola quiche deriva da Kuchen che in italiano significa “ torta” intesa come involucro.

Le origini della quiche risalgono alla fine dell’Ottocento con la guerra franco-prussiana e il cedimento dell’Alsazia e la Lorana , regioni francesi, all’esercito tedesco.

Nella cucina Italia la quiche è l’ equivalente della torta salata.

Si prepara con la pasta briseè e una farcitura a proprio piacere.

La pasta briseè è molto semplice da realizzare in quanto composta da acqua, farina e burro rigorosamente freddo.

Mescolando tutti gli ingrediente si otterrà una pasta liscia e omogena.

Lasciata riposare per un po’ in frigorifero, la pasta sarà pronta per essere riempita con ogni golosità.

Ci sono tantissime varianti di quiche, infatti è una torta molto versatile.

Può diventare con pochi e semplici ingredienti un piatto molto nutriente e energetico.
La quiche la si può utilizzare sia per un invitante antipasto che come un vero e proprio piatto unico, accompagnata magari da verdurine di stagione.

Il maestro Francesco Favorito, esperto di intolleranze alimentari , ci presenta le Piccole Quiche di piselli e farina di grano saraceno.

Questa ricetta è totalmente Gluten Free.

Troverete qui sotto elencati tutti gli ingredienti per realizzare, sia una base di pasta briseè, che si scioglie in bocca, sia l’occorrente per una farcitura dal gusto ricco e avvolgente.
Non resta altro che dare inizio alla preparazione home made.

Ingredienti per la ricetta delle Piccole Quiche di piselli e farina di grano saraceno

Per la pasta brisée di grano saraceno occorre:

• g 500 di miscela base senza glutine

• g 250 di farina di grano saraceno senza glutine

• g 500 di burro

• g 60 di zucchero a velo rigorosamente senza glutine

• g 120 di uova

• g 50 di tuorli

• g 20 d’acqua

• g 30 d’olio extravergine d’oliva

• g 20 di sale fino

Per il ripieno della quiche occorre:

• g 50 di miscela base senza glutine

• g 100 di uova

• g 500 di piselli ( lessati e ridotti in pure con un mixer o anche con un frullatore ad immersione)

• g 20 di farina di grano saraceno naturalmente senza glutine

• g 50 di parmigiano reggiano grattugiato

• g 300 di panna fresca

• g 60 d’olio extravergine d’oliva

• g 3 di sale fino

• g 1 di pepe nero macinato

PROCEDIMENTO

Per la pasta brisèe:

Tagliare a dadini il burro freddo, precedentemente messo nel frigorifero.

Aggiungere al burro spezzettato, i 60 g di zucchero a velo senza glutine, i 250 g di farina di grano saraceno e i 500 g della miscela base senza glutine.

La miscela base è un mix di farine come la farina di riso e di semi di guar, fibre come l’inulina e il cmc, amidi come l’amido di mais, zucchero a velo e fecola di patate senza glutine.

Una volta creato questo composto , si può conservare per circa 18 mesi e consente di avere una base per preparare ricette dolci e salate senza glutine e senza lattosio.

Uniti gli ingredienti si amalgama il tutto.

Aggiungere poi al composto mescolato i 120 g di uova e i 50 g di tuorli.

All’ impasto unire i 20 g d’acqua (temperatura ambiente).

Mescolare per qualche minuto in una planetaria o in una ciotola con una spatola o con una frusta.

Finito di mescolare l’impasto, coprire con un foglio di pellicola da cucina e lasciare a riposo per circa 1 ora in frigorifero.

Per il ripieno:

Amalgamiamo, in una ciotola, i 100 g di uova con i 3 g di sale fino e 30 g di olio extravergine d’oliva.

Lavorare il tutto per qualche minuto fino ad ottenere un composto omogeneo.

In un’ altra pentola porre i piselli lessati e ridotti in purea, aggiungere i 20 g d’olio extravergine, 50 g di parmigiano reggiano grattugiato e delicatamente incorporare i 300 g di panna fresca.

Mescolare tutti questi ingredienti.

Aggiungere poi, 20 g di farina di grano saraceno e i 50 g della miscela base gluten free.

Unire i due composti, mescolare per qualche minuto così che il ripieno risulti liscio e senza grumi.

Prendere degli stampini di qualsiasi altezza e dimensione a seconda della propria creatività in cucina.

Prima mettere dell’olio d’oliva all’interno degli stampi, per far si che la pasta brisèe non si attacchi, poi foderare con la pasta brisèe.

Lavorare la pasta con i polpastrelli per far si che aderisca bene sui bordi degli stampi.

Disporre poi, all’interno, il ripieno di piselli e farina di grano saraceno.

Cuocere a forno caldo a 180 °C per circa 25 / 30 minuti.

Finito il tempo di cottura sfornare le quiche di piselli, farle raffreddare per qualche minuto su una gratella.

Poi servire in tavola su di un vassoio o alzatina.

Si può preparare la quiche anche in anticipo , si conserva in frigorifero coperta da pellicola da cucina.

Al momento di servire il piatto si può scaldare o al microonde o in forno.

Ora non resta altro che assaggiare le Piccole Quiche di piselli e farina di grano saraceno.

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Focaccia Buona per tutti

Focaccia Buona per tutti

Nelle varie regioni d’Italia assume diversi nomi: schiacciata, ciaccia, fugassa ma come la si voglia chiamare rimarrà sempre l’unica e insuperabile Focaccia!

La Focaccia Buona per tutti è tipica della tradizione italiana, appena tolta dal forno questa profumata golosità riempie la casa con la sua fragranza invitante e avvolgente.

I bambini adorano portarne una porzione a scuola come merenda del mattino, mentre i più grandi la prediligono quando, in estate, sono intenti a fare passeggiate fuori porta con gli amici o una gita al mare.

Alla fine di una giornata più o meno frenetica, la Focaccia Buona per tutti può diventare una buona amica magari condivisa con i cari, il proprio partner o con i collegi davanti a una bevanda calda o fredda che sia.

Da sempre la focaccia accompagna i momenti della nostra vita, da quando siamo fanciulli a quando diventiamo adulti, rendendola sempre eccellente con la sua genuinità.

Le origini di questa pietanza sono molto antiche infatti troviamo testimonianza già dai Fenici, Greci e Cartaginesi che preparavano una specie di focaccia con ogni tipo di cereale a loro disposizione tra cui orzo, segale e miglio.

Il nome Focaccia deriva dalla lingua latina “focus”, che letteralmente significa cotta sul fuoco.

Ai tempi dei romani questa leccornia veniva offerta come dono agli dei.

Nel Rinascimento invece era una pietanza che veniva servita nei pranzi nuziali.

Oggi la troviamo nei supermercati e panifici in moltissime varianti : dalla focaccia Genovese, alla Toscana, alla Barese, alla Messinese a quella Sarda e alla focaccia di Recco.

La più conosciuta e la” focaccia alla genovese” in dialetto “fügassa”, piatto caratteristico della cucina ligure.

Le sue origini sono antichissime, viene cucinata in ogni parte del mondo, però fuori dal capoluogo ligure è difficilissimo ricreare il suo profumo e la sua sofficità.

L’ altezza della focaccia alla genovese è di circa due centimetri, morbida dentro, croccante fuori, inondata con olio extravergine d’oliva .

Alcuni prima di cuocerla la bagnano addirittura con del vino bianco.

L’intera lavorazione e preparazione della focaccia è di circa otto ore , con una lievitazione molto lunga.

Rimanendo sempre nella regione ligure, ma sulla riviera di levante, troviamo il comune di Recco.

Cittadina famosissima per la sua focaccia ripiena con il formaggio.

Sarà per la combinazione tra formaggio e focaccia che questa prelibatezza piace a tutti , piccoli e grandi.

Questa golosità al formaggio nasce al tempo della terza crociata quando gli abitanti di Recco, furono costretti a nascondersi nell’entroterra per via delle invasioni saracene.

I Recchesi avendo a disposizione solo farina di semola, acqua, olio e formaggio crearono questa focaccia che resta una ricchezza gastronomica locale.

Nell’800 la focaccia ripiena di formaggio venne inserita come pietanza nei menù di trattorie e locande, ma la si poteva trovare solo nella ricorrenza dei morti.

Negli anni ‘ 50 visto il crescente successo di questa focaccia, i ristoratori la proposero per tutto l’anno.

Oggi la focaccia con il formaggio la possiamo trovare ovunque dai panifici, ai ristoranti, alle pizzerie.

Spostandoci al centro della penisola nostrale troviamo la “schiaccia” o “ciaccia” ovvero la famosa focaccia toscana.

La cottura di questa schiacciata è al forno, su pietre refrattarie , condita con olio rigorosamente extravergine d’oliva e sale.

Nella regione Toscana troviamo varie tipologie di schiacciata tra cui quella di Grosseto, inserita tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali ( P.A.T.).

Muovendoci verso sud, arriviamo in Puglia con la Focaccia barese.

Si pensa che nasca, forse, ad Altamura o Laterza come variazione del pane di grano duro.
Probabilmente prima di infornare i filoni del pane, per verificare se la temperatura del forno era ideale, veniva infornata una porzione di pasta del pane cruda precedentemente posta su di una teglia e lasciata riposare.

La base della focaccia barese è un po’ diversa da quella Toscana e quella Ligure, per via dell’inserimento di patate lesse nell’impasto.

Mescolando le patate bollite , semola rimacinata, sale , lievito e acqua si ottiene un composto elastico, soffice, non appiccicoso che gli conferisce un gusto particolare.

La tradizione vuole che per il condimento la focaccia pugliese venga ricoperta di pomodorini.

Questi vengono posti sopra alla focaccia rendendola più colorata e attribuendo un intrigante contrasto tra la pasta della focaccia e l’acidità del pomodoro.

L’asciamo la Puglie e ci dirigiamo nella bellissima Sicilia più precisamente a Messina.

Qui troviamo la famosa focaccia messinese, golosità gastronomica tipica della città sicula.

È completamente diversa dalla pizza.

I tratti tipici di questa squisitezza sono: la friabilità del composto, che non è l’impasto classico del pane, lo spessore di circa 3,5 cm, pomodorini rigorosamente freschi, la scarola tagliata a pezzetti, le acciughe e tuma ( formaggio tipico siciliano).

Si pensa che le origini di questa prelibatezza, risalgano a prima del Novecento.

Infatti molti ritengono che la ricetta originale fosse priva di pomodoro.

Solo dopo il secondo dopoguerra si iniziarono ad avere le prime testimonianze dei panificatori messinesi , sulla presenza della focaccia, come la si conosce oggi.

L’incontro di questi sapori forti, caratteristici della terra siciliana ,con l’impasto della focaccia, creano un connubio che fanno della focaccia messinese un prodotto davvero unico nel suo genere.

Saltando da un isola all’altra arriviamo in Sardegna.

La tradizione sarda ci offre la “ Mustazzeddu o Prazzira” una focaccia ripiena.

Di norma viene realizzata con pomodori maturi, con melanzane o con altri ingredienti a seconda della creatività di chi sta cucinando.

La preparazione di questa focaccia inizia con un impasto di sfarinati di grano duro, olio extravergine d’oliva, basilico fresco e aglio.

Si narra che ad ideare questo piatto siano state le suore; nei lunghi periodi di povertà le religiose preparavano questa pietanza per i meno fortunati, piatto unico che andava a sostituire il semplice pane.

La “ Mustazzeddu” ha un aspetto invitante e rustico appena uscita dal forno, con i suoi bordi ripiegati sul condimento fumante.

La pasta deve avere un tasso superiore di Semola per ottenere una consistenza ben cotta e un gusto casareccio tipico della cucina sarda.

Il Maestro Francesco Favorito, esperto di intolleranze alimentari e di alimentazioni vegana , specializzato in tecniche degli alimenti e lievitista, ha rivoluzionato la tradizione proponendo la focaccia buona per tutti assolutamente senza glutine.

Considerate il fatto che un prodotto gluten free può essere mangiato da tutti.

Questo piatto è ricco di Sali minerali, calcio, fibre, antiossidanti naturali e proteine vegetali.

Appena sfornata , la focaccia , avvolge di profumo tutta la cucina e nessuno può resistere a questa prelibatezza.

Quando la si taglia si avverte la friabilità dell’impasto per via della temperatura di cottura alta.

Infatti il forno, per almeno i primi 5 minuti di cottura, deve raggiungere circa i 250°C.

In bocca crea un connubio di sapori tra la pasta croccante fuori e morbida dentro, il sapore del pomodoro appena cotto e il trio di formaggi filanti.

Ogni occasione è buona per preparala, dal pranzo domenicale, dove la famiglia è tutta riunita a tavola, a una cena tra amici o magari un semplice spuntino con la propria metà.

Da nord a sud la focaccia unisce tutti quanti, con le diverse variati da regione a regione, da città in città.

Aggiungendo o togliendo alcuni ingredienti il trionfo di questo cibo di strada era, è e sarà sempre un eccellenza tutta italiana.

Di seguito troverete la ricetta Focaccia Buona per tutti del Maestro Francesco Favorito, spiegata in modo preciso e dettagliato, cosi che possiate avere il miglior risultato possibile a casa vostra.

Quindi bando alle chiacchiere e mani in pasta.

Ingredienti Focaccia Buona per tutti

Per la base occorre:

• g 500 di miscela base senza glutine

• g 50 di farina di mais bramato senza glutine

• g 50 di farina di lenticchie senza glutine

• g 150 di poolish senza glutine

• g 500 di acqua

• g 50 di olio extravergine d’oliva

• g 5 di sale fino

Per la farcitura occorre:

• g 100 di polpa di pomodoro

• g 100 di mozzarella fiordilatte

• g 80 di parmigiano reggiano grattugiato

• g 100 di fontina

• g 20 di olio extravergine d’oliva

• g 2 di sale fino

Procedimento per la preparazione della Focaccia Buona per tutti

Per quanto riguarda la base si inizia con l’ unire i mix di tutte le farine: 500g di miscela pane pizza, 50g di farina di mais, 50g di farina di lenticchie, poi aggiungere alla combinazione di farine: acqua, olio extravergine d’oliva, 5 g di sale e 150g di poolish.

Per i meno esperti il poolish non è altro che un impasto molto liquido, composto da acqua, miscela pane pizza e lievito di birra fresco (vedi ricetta nel sito).

E’ un ottimo aiuto per preparati che necessitano di una lievitazione lenta.

Il Poolish da un smisurato sostegno all’impasto finale, offre un enorme supporto al lievito di birra.

Amalgamiamo il tutto in una ciotola o nella planetaria, lavorate l’impasto per qualche minuto e otterrete un composto liscio e omogeneo.

Coprire il preparato con un foglio di pellicola da cucina o un canovaccio, e lasciare riposare in frigorifero per circa 4 ore.

Trascorso questo tempo, lavorare brevemente l’impasto con le mani, dividere a metà il composto e stenderlo in due teglie con un diametro di 28 cm.

Prima di distendere il composto cospargere le teglie con olio extravergine d’oliva, così che il composto in cottura non si attacchi alle teglie.

Se trovate difficoltà nello stendere l’impasto , poiché potrebbe essere un po’ appiccicoso, l’aiuto di mani bagnate o l’uso di una spatola umida vi risolverà il problema.

Lasciare per 90 minuti circa i due composti in un ambiente caldo e umido, poi premere le focacce con i polpastrelli e stenderle bene per tutta la teglia creando i classici buchini della focaccia.

Distribuire sulla loro superficie la polpa di pomodoro,condita con il sale fino e lasciare lievitare per altre 30 minuti circa.

Passata la mezz’ora di lievitazione, aggiungere sopra alla pasta stesa e già insaporita con il pomodoro i 100g di mozzarella fiordilatte tagliata a dadini, lasciata precedentemente sgocciolare.

Successivamente aggiungere gli 80g di parmigiano reggiano grattugiato e i 100 grammi di fontina, privata della crosta e tagliata a julienne, quindi nebulizzare con un po’ di acqua.

Cuocere nel forno caldo a 250 °C per circa 5 minuti, poi portare il forno a 190°C e proseguire la cottura per un totale di 20 minuti circa.

Al termine, sfornare le due focacce, completare con l’olio extravergine d’oliva sulla superficie fumante, lasciare raffreddare per qualche minuti su una gratella.

Tagliare le due focacce a proprio piacere e servire in tavola.

Ecco a voi servita la Focaccia Buona per tutti

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Trofie gialle saltate con verdure al pesto e caciocavallo

Le Trofie gialle saltate con verdure al pesto e caciocavallo sono una specialità tutta da scoprire.

Le trofie sono un tipo di pasta corta caratterizzata da una forma sottile, arrotolata e allungata alle estremità.

Questa tipologia di pasta fa parte della tradizione ligure.

Il nome trofia deriva dal dialetto genovese “ strofissià” che significa strofinare.

Le trofie le possiamo trovare sia in versione fresca quindi con un impasto di acqua e farina di grano duro, sia in versione secca specialmente nei supermercati dove la distribuzione è  industriale.

L’impasto deve essere poco umido (non appiccicoso) per lavoralo al meglio.

Il segreto per avere il “ricciolo allungato” delle trofie è il non infarinare la spianatoia, altrimenti le trofie sfuggono dalle mani e tirare la pasta da un lato, più la si mette in diagonale e più l’arricciatura viene migliore.

Le origini di questo tipo di pasta risalgono alle Crociate, quando i cuochi sulle navi da guerra realizzavano un impasto di acqua e farina e per togliere la pasta in eccesso dalle mani se le strofinavano l’ una con l’altra così facendo creavano dei piccoli riccioli.

L’ arte culinaria ligure ci propone le trofie rigorosamente con il pesto , ma i condimenti che accompagnano ed esaltano queste prelibatezze oramai li troviamo di ogni tipo.

Il Maestro Francesco Favorito ci offre la ricetta delle Trofie gialle saltate con verdure al pesto e caciocavallo.
Questa ricetta è ricca di Sali minerali, fibre e proteine vegetali.

Il Maestro ha usato, per la preparazione di questa ricetta, prodotti rigorosamente senza glutine.

Per cucinare le Trofie gialle saltate con verdure al pesto e caciocavallo occorrono circa 60 minuti più qualche minuto per far riposare la pasta.

Ora andate in cucina e sperimentate questo piatto fatto con le vostre mani.

Ingredienti per le Trofie gialle saltate con verdure al pesto e caciocavallo

Per l’impasto delle trofie gialle:

• g 500 di miscela base senza glutine

• g 250 di uova

• g 50 di tuorli

• g 50 di farina di mais bramato senza glutine

• g 20 di olio extravergine d’oliva

• g 2 di sale fine

Per i cestini di cialda:

• g 20 di pasta fillo senza glutine

• g 50 di parmigiano reggiano grattugiato

• g 1 di paprica dolce

Per il condimento occorre:

• g 400 di verdure mondate ( cipollotto fresco, zucchina bianca e verde, funghi possibilmente la varietà carboncelli , melanzane, pomodoro, peperoni gialli e rossi)

• g 500 di brodo vegetale senza glutine

• g 20 di miscela base senza glutine

• g 30 di pesto di basilico senza glutine

• g 100 di caciocavallo affumicato

• g 20 di olio extravergine d’oliva

• g 3 di sale fino

IL PROCEDIMENTO:

Preparazione per le trofie:

prendere una spianatoia di legno per preparare la pasta.

Prima unire sulla spianatoia i 500 g di miscela base senza glutine con i 50 g di farina di mais bramato senza glutine.

La miscela base è la combinazione di vari amidi quali mais e riso , varie farine come il guar e le fibre quali l’inulina e cmc (carbossimetilcellulosasodica).

La miscela base è rigorosamente senza glutine ed è ottima per preparazioni di ricette dolci o salate.

Allargare le farine fino ad ottenere uno spazio al centro per mettere poi i 50 g di tuorli, precedentemente divisi dall’albumi, e i 250 g di uova.

Iniziare a mescolare i tuorli con le uova, aggiungere i 20 g di olio extravergine d’oliva e i 2 g di sale fino.

Amalgamati i tuorli con le uova, olio e sale, iniziare ad unire delicatamente anche le farina che fanno da recipiente al composto.

Bisogna stare attenti che le uova, mentre si incorporano con le farine, non fuoriescano .
Fatta questa operazione, mescolare con energia fino ad ottenere una pasta liscia e omogenea.

Fare riposare per una mezz’oretta circa in una ciotola coperta con un panno.

Prendere il composto dalla ciotola e impastarlo nuovamente per qualche minuto.

Dopo questa operazione, prendere dei piccoli pezzi dell’impasto e arrotolare su di una stecca di legno, per creare delle forme attorcigliate.

Non bisogna scoraggiarsi se le prime trofie non vengono bene, bisogna solo prenderci la mano.

Finito di lavorare la pasta, lasciarla riposare per circa un’ oretta in frigorifero magari coperta con un canovaccio umido o un foglio di pellicola da cucina.

Preparazione per i cestini di cialde:

amalgamare i 20 g di pasta fillo senza glutine , i 50 g di parmigiano reggiano grattugiato e un grammo di paprica dolce.

Dopo questa operazione stendere in modo molto sottile il composto ottenuto.
Suddividere il preparato in 4 parti e cuocere per pochissimi minuti, in forno, ad una temperatura di circa 180 °C.

Preparare, a parte, delle ciotole di alluminio o ceramica e capovolgerle.

Sfornare le 4 cialde e posizionarle all’esterno dei recipienti così che prendano la forma di cestini.

Lasciare poi raffreddare il tutto .

Preparazione per il condimento:

Lavare e sbucciare i 400 g di verdure miste.

Tagliare poi il cipollotto a rondelle, le zucchine, melanzane e pomodori tutti tagliati a cubetti , i funghi carboncelli a pezzetti e i peperoni gialli e rossi a listarelle.

Fare rosolare tutte le verdure in una padella antiaderente con i 20 g d’olio extravergine d’oliva, per 2 minuti circa.

Mescolare di tanto in tanto per favorire la doratura di tutte le verdure.

Un po’ alla volta aggiungere , alle verdure in cottura, il brodo vegetale e poi aggiungere la miscela base a “ pioggia”.

Mescolare con cura e portare a completa cotture del condimento.

Al termine, insaporire con i 3 g di sale fino, togliere dal fuoco la padella e completata il preparato con l’aggiunta dei 30 g di pesto al basilico.

Prendere una pentola capiente, riempire di acqua e metterla sul fuoco.

Portare ad ebollizione l’acqua e salarla, buttare le trofie e lasciarle cuocere per circa 6 minuti.

Scolare le trofie cotte , incorporarle con il condimento in una padella, e saltare per un minuto circa.

Unire alla pasta il caciocavallo , tagliato precedentemente a dadini.

Suddividere le trofie condite con le verdure e il caciocavallo nei cestini di cialda e poi servire in tavola.

Ora le Trofie gialle saltate con verdure al pesto e caciocavallo sono pronte per essere gustate.

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FAGOTTINI DI PASTA ALL’UOVO SU CREMA DI ZUCCA E PATATE

FAGOTTINI DI PASTA ALL’UOVO SU CREMA DI ZUCCA E PATATE

I Fagottini di pasta all’uovo su crema di zucca e patate vi faranno leccare i baffi!

I Fagottini di pasta sono un piccolo “ cofanetto”, che racchiude una gustosissima sorpresa di ricotta e porcini.

Quando in tavola serviamo una pietanza gustosa e allo stesso tempo raffinata, abbiamo un trionfo di sapori con una presentazione eccezionale!

I fagottini o raviolidi pasta all’uovo sono un tipo di pasta ripiena.

Con qualsiasi tipo di condimento all’interno, carne, verdura , pesce se si usa un po’ di fantasia si possono realizzare piatti veramente unici e prelibati .

Il Maestro Francesco Favorito, ci presenta i Fagottini di pasta all’uovo su crema di zucca e patate.
Questo piatto è ricco di Sali minerali, calcio e antiossidanti naturale.

Il tempo di preparazione per questa ricetta è di circa 60 minuti, più il tempo per far riposare l’impasto dei fagottini.

La ricetta proposta dal Maestro Favorito è completamente priva di glutine.

Qui di seguito sono spiegati tutti i passaggi per la ricetta dei Fagottini di pasta all’uovo su crema di zucca e patate che vi porteranno poi ad un vero e proprio successo in tavola.

Non resta altro che andare in cucina e sperimentare questo nuovo piatto home mede.

INGREDIENTI x i Fagottini di pasta all’uovo su crema di zucca e patate

Per la pasta occorre:

• 500 g di miscela base senza glutine

• 250 g di uova

• 50 g di tuorli

• 50 g di farina di mais bramato senza glutine

• 20 g di olio extravergine d’oliva

• 2 g di sale fino

Per il condimento occorre:

• 300 g di polpa di zucca a pezzi

• N 1 di cipollotto fresco

• 200 g di patate a pasta gialla

• 600 g di brodo vegetale senza glutine

• 3 g di sale fino

• 1 g di pepe bianco

Per la farcitura occorre:

• 400 g di ricotta vaccina

• 80 g di parmigiano reggiano grattugiato

• 50 g di mozzarella fiordilatte

• 100 g di funghi porcini mondati

• 20 g di scalogno

• 3 g di rametti timo

• 20 g di olio extravergine d’ oliva

• 3 g di sale fino

• 1 g di pepe bianco

PREPARAZIONE dei Fagottini di pasta all’uovo su crema di zucca e patate

per la pasta dei fagottini:

su di una spianatoia in legno, porvi sopra i 500 g di miscela base senza glutine e i 50 g di farina di mais bramato senza glutine.

La miscela base è un insieme di farine, amidi e fibre tutte senza glutine.

È ottima per la preparazione di ricette dolci e salate gluten free.

Allargare le farine, creando uno spazio centrale dove poi inserire i 250 g di uova e i 50 g di tuorli.

Iniziare ad amalgamare le uova con i tuorli , aggiungere i 20 g olio extravergine d’oliva e i 2 g di sale fino.

Mescolare il tutto fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Ricoprire la pasta con la pellicola da cucina o con un canovaccio umido.

Fare riposare il composto in frigorifero per più o meno 60 minuti.

Passata circa un oretta, prendere la pasta dal frigorifero e impastarla nuovamente per qualche minuto.

Prendere la pasta e stenderla fino ad avere uno spessore di circa 2 mm.

Ritagliamo poi la pasta in rettangoli da 18×9 cm.

Per la farcitura:

prendere i 100 g di funghi porcini, precedentemente lavati e tagliarli a fettine.

Mettere i funghi in una padella con i 20 g dì olio extravergine d’oliva , i 3 g di timo e i 20 g di scalogno tagliato a rondelle, poi far saltare il tutto in una padella.

Al temine della cottura aggiungere i 3 g di sale fino e 1 g di pepe bianco, mescolare bene così che si amalgami bene tutto e lasciare raffreddare.

Successivamente spostare il composto in una ciotola, unire i 400 g di ricotta di vaccina setacciata, i 50 g di mozzarella fiordilatte, fatta in precedenza sgocciolare e gli 80 g di parmigiano reggiano grattugiato.

Mescolati tutti gli ingredienti così da ottenere un composto omogeneo.

Prendere i ritagli di pasta , mettere al centro la farcitura e ripiegare a metà cosi da ottenere un riquadro.

Prendere una pentola riempirla di acqua e portare ad ebollizione, buttare i fagottini nell’acqua bollente salata e lasciarli cuocere per circa 5 minuti.

Passato il tempo di cottura, scolare i fagottini con una schiumarola.

Per il condimento:

prendere il cipollotto, pulirlo, affettarlo a rondelle sottili e farlo successivamente rosolare con un filo d’olio extravergine d’oliva in una padella antiaderente.

In seguito aggiungere nella padella 100 g di patate ,in precedenza lavate , sbucciate e tagliate a dadini e i 300 g di polpa di zucca a pezzi.

Fatto cuocere il tutto più o meno 2 minuti, insaporire poi con i 3 g di sale fino e 1 g di pepe bianco.

Poi aggiungere i 600 g di brodo vegetale senza glutine, e lasciare il composto a cuocere per altre 20 minuti.

Nel frattempo prendere i restanti 100 g di patate, lavarle , pelarle e successivamente cuocerle al vapore per circa 15-20 minuti.

Passato il tempo di cottura, prendere le patate e tagliarle a fettine non tanto spesse .

In un secondo tempo prendere la zucca cotta con le patate e frullarli con un frullatore ad immersione , per creare una purea.

Prendere una teglia e adagiare i fagottini cotti, distribuire sopra alla pasta la purea, fatta in precedenza, con le fettine di patate lesse.

Concludere il tutto a piacere, con un filo di olio extravergine d’oliva a crudo e poi servire a tavola.

I Fagottini di pasta all’uovo su crema di zucca e patate sono pronti da gustare.

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Il Brownie con ganache al lampone

BROWNIE CON GANACHE AL LAMPONE

Il Brownie con ganache al lampone è un dessert da mangiare in un sol boccone .
Questi dolci di forma tipicamente quadrata o rettangolare , dal colore prettamente scuro con una sottile crosta sulla superficie , fanno parte della tradizione gastronomica americana.

Con il loro impasto al cioccolato e frutta secca fanno “perdere” la testa a tutti, grandi e piccoli.

I Brownies, se consumati come dessert di fine pasto o come dolce da tè, li vediamo spesso accompagnanti con una pallina di gelato o con un ciuffo di panna montata.

Al contrario queste prelibatezze, nascendo non come dolce da cucchiaio ma come intramezzo da gustare mentre si passeggia, può essere consumato nella sua semplicità senza farciture o decorazioni.

La leggenda narra che i Brownies nascono alla fine del diciannovesimo secolo nella città di Chicago.

Si racconta infatti che una signora dell’alta società di nome Bertha Palmer , commissionò a un pasticcere un dolce facile da gustare in giro per la città, che non sporcasse le mani.

Al giorno d’oggi oltre al classico brownies ci sono moltissime varianti, ad esempio arricchito con gocce di cioccolato, riempito con una deliziosa marmellata o semplicemente con l’aggiunta di mandorle nell’impasto.

Il Maestro Francesco Favorito, esperto di intolleranze alimentari , invece presenta il Brownie con ganache al lampone.

Questa ricetta oltre ad essere ricca di Sali minerali e calcio, è totalmente senza glutine.

Il Brownie con ganache al lampone è un ottimo dolce da preparare durante le feste, per la gioia di adulti e bambini, ma anche una leccornia da gustare durante tutta la giornata insieme a una tazza di caffè bollente.

Di seguito troverete la ricetta spiegata passo passo, così da rendere la preparazione il più semplice possibile.

Riscuoterete un enorme successo e rimarrete sorpresi dalla sua golosità.

Buon lavoro!

INGREDIENTI

Per la preparazione del Brownie:

• 290 g di cioccolato fondente al 60 % senza glutine

• 300 g di uova

• Un baccello di vaniglia

• 280 g di zucchero grezzo

• 150 g di burro

• 10 g di farina di mais bramato senza glutine

• 100 g farina di mandorle senza glutine

• 20 g miscela base senza glutine

Per la ganache ai lamponi occorre:

• 50 g di lamponi

• 50 g di zucchero semolato

• 40 g di cioccolato fondente senza glutine

Per la decorazione occorre:

• 100 g foglio di cioccolato fondente senza glutine

• 1 g di foglie d’oro edibile

• 20 g zucchero a velo senza glutine

• 50 g di biscotti senza glutine

PREPARAZIONE

Svolgimento per il brownie:

prendere una ciotola capiente e metterci i 290 g di cioccolato fondente al 60 % senza glutine.

Fare sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente e il burro, precedentemente lasciato a temperatura ambiante per farlo ammorbidire.

Poi prendere il baccello di vaniglia , inciderlo al centro e prelevare i semi con la punta di un coltello.

In un’ altra pentola amalgamare i 300 g di uova con i semi precedentemente prelevati dalla bacca di vaniglia e i 280 g zucchero grezzo.

Incorporare il composto con il cioccolato e il burro fusi in precedenza.

Aggiungiamo poi al preparato i 10 g di farina di mais bramato senza glutine, i 100 g di farina di nocciole senza glutine , i 100 g di farina di mandorle senza glutine e i 20 g di miscela base senza glutine.

La miscela base è un unione di farine come la farina di riso, di amidi come l’amido di mais senza glutine e di fibre come l’inulina.

Questa miscela è un ottima base per ricette dolci senza glutine e si conserva per circa 18 mesi.

Lavorare il composto fino ad ottenere un impasto liscio e omogeno.

Prendere uno stampo rettangolare e stendere un foglio di carta da forno o se si preferisce lo si può imburrare.

Cuocere a forno caldo a una temperatura di 150 °C per circa 60 minuti.

Si capisce che il brownie è cotto inserendo una lama al suo interno e ne deve uscire pulita.

Svolgimento per la ganache ai lamponi:

prendere una ciotola mettere dentro i 50 g di lamponi , poi usare il frullatore ad immersione e ridurre il tutto in una purea .

Porre la purea in una casseruola con i 50 g di zucchero semolato e portare il tutto a cottura .

Durante la cottura mescolare di tanto in tanto la purea per non farla attaccare.
Togliere dal fuoco e fare intiepidire il composto.

Grattugiare i 40 g di cioccolato fondente rigorosamente senza glutine.

Unire poi il cioccolato grattugiato alla pure di lamponi fatta intiepidire , mescolare ogni tanto fino a raffreddare il tutto .

Terminata la cottura sfornare il brownie, lasciarlo raffreddare qualche minuto e successivamente tagliarlo a rettangoli.

Prendere i fogli di cioccolata senza glutine e porli ai lati delle fette di brownie.

Successivamente porre sopra ai rettangoli di brownie la ganache al lampone.

A parte sbriciolare i 50 g di biscotti senza glutine, poi cospargerli sopra alle fette già ricoperti dalla ganache.

Spolverare sopra al dolce i 20 g di zucchero a velo senza glutine.

Per dare un tocco creativo a questa prelibatezza porre dei pezzetti di foglie d’oro edibile .
Sistemare le fette decorate su si un vassoio e poi servire in tavola.

Non resta altro che gustare , magari davanti a una tazza di tè , questo buonissimo BROWNIE CON GANACHE AL LAMPONE

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Tagliatelle con ciliegini crosta di parmigiano e mandorle

Tagliatelle con ciliegini crosta di parmigiano e mandorle

La maggior parte delle ricette hanno origine dalla tradizione nazionale, regionale e perché no, familiare.

Chi di noi non ha nel suo prontuario personale la ricetta della nonna, della zia, della mamma…magari anche con qualche modifica personale?

Chi non conserva nella sua memoria i ricordi delle domeniche di un tempo, quando la sacralità di quella giornata si festeggiava con tutta la famiglia seduta intorno al tavolo e dove, la più anziana, cucinava per tutti?

Odori, sapori…tutto ci riporta a ricordi nostalgici, dove tutto profumava di famiglia.
Per noi italiani la capostipite delle ricette di famiglia, è la pasta!

Gnocchi, tagliatelle, tortellini e tutti quei tipi di pasta fatta in casa che mani sapienti e di grande esperienza hanno permesso di portare estasi ai nostri palati.

Le tagliatelle ad esempio, sono le più gettonate tra le paste fatte in casa.

Hanno una storia che si rifà più che altro ad una leggenda piuttosto che a fatti realmente accaduti.

Il nome di questo tipo di pasta deriva dal verbo “tagliare”, visto che la loro preparazione avviene mediante il taglio in strisce sottili di una sfoglia di pasta all’uovo.

Non se ne conosce la vera provenienza ma si narra che, intorno al 1500 il cuoco scelto di un nobile bolognese, preparò questa ricetta per le nozze del figlio.

Pare ovvio che le origini siano comunque state attribuite ad un emiliano, perché nella realtà se si pensa alle Tagliatelle si pensano condite con un bel ragù alla bolognese.

Le varianti poi sono infinite sia per tipo di impasto (tagliatelle verdi con verdure, rosse con pomodoro, nere al nero di seppia ecc ecc) che per condimento.

La loro versatilità permette di osare in entrambi i casi e vanno bene servite con condimenti di carne, pesce, verdure e formaggi.

Proprio per questo oggi vi vogliamo proporre la ricetta delle Tagliatelle con ciliegini crosta di parmigiano e mandorle.

E’ la nostra versione…ovviamente gluten free.

Ricetta delle Tagliatelle con ciliegini crosta di parmigiano e mandorle

Tempo di preparazione: 80 minuti + tempo di riposo

Difficoltà: facile

PER LE TAGLIATELLE

https://www.francescofavorito.it/ricette/tagliatelle-un-sapore-sa-famiglia/

• Gr. 500 di miscela pasta fresca

• Gr. 250 di uova fresche (circa 5)

• Gr. 20 di olio evo

• Gr. 2 di sale fino

PER IL CONDIMENTO

• Gr. 500 pomodorini ciliegini

• Gr. 100 acqua

• Gr. 10 zucchero grezzo

• Gr. 100 parmigiano reggiano grattugiato

• Gr. 20 mandorle semi-tostate

• Gr. 60 olio evo• Gr. 10 sale fino

PREPARAZIONE DELLA PASTA FRESCA

Come prima cosa preparate la pasta fresca.

Sgusciare le uova e porle in una ciotola. Sulla tavola di legno disporre a fontana la miscela base senza glutine mescolata con il sale.

Al centro della “fontana” versare le uova e l’olio e cominciare ad impastare.

Lavorare il composto in maniera energica fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Ovviamente questo procedimento può essere fatto anche con l’ausilio di una planetaria.

Coprire con pellicola trasparente e lasciare riposare per 30 minuti in frigorifero.

Trascorso il tempo necessario al riposo prendere la pasta fresca lavorarla ancora qualche minuto per renderla nuovamente elastica.

A questo punto stenderla con il mattarello sul piano leggermente infarinato con altra miscela, fino a portarla ad uno spessore di 3 mm.

Se necessario con altra miscela base spolverare ulteriormente la sfoglia ottenuta prima di arrotolarla su se stessa.

Munirsi quindi di un coltello o di una rotella liscia per pasta, tagliare le Tagliatelle della larghezza desiderata.

Aprirle su di un vassoio e fatele riposare.

PREPARAZIONE DEL CONDIMENTO

Lavare i pomodorini, asciugateli e tagliateli a metà.

Disporne 400 grammi in una casseruola con i 100 grammi di acqua e fate cuocere per circa 5/6 minuti mescolando di tanto in tanto.

Aggiungere poi l’olio evo e il sale; mescolare e portate a cottura per circa 30 minuti.

Terminata la cottura trasferire il tutto in un bicchiere alto e con il frullatore a immersione rendere il tutto in crema.

Disporre i restanti pomodorini in una padella con lo zucchero e cuocere per circa 10 minuti, mescolando, fino a renderli caramellati, quindi togliere dal fuoco.

In un’altra casseruola distribuire sul fondo il parmigiano e cuocere fino ad ottenere un unico strato di formaggio croccante.

Ottenuta la “sfoglia croccante” togliere dalla padella e spezzare in parti più o meno piccole.

Preparare una pentola con abbondante acqua salata; al suo bollore immergere la pasta e far cuocere per circa 3 minuti.

Scolare la pasta e trasferirla in una casseruola con la vellutata e farla insaporire brevemente, mescolando delicatamente.

Unire quindi i pomodorini caramellati e amalgamare il tutto.

Distribuire poi nei piatti individuali e completare il condimento con le mandorle e il parmigiano in crosta.

Ecco a voi servite le Tagliatelle con ciliegini crosta di parmigiano e mandorle

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PIADINA MEDITERRANEA

PIADINA MEDITERRANEA

La vita frenetica a cui siamo tutti soggetti, ha tolto quella familiarità che avevamo con i pasti consumati a tavola.

L’essere a tavola è per noi italiani il momento clou della giornata, quello in cui la famiglia si raccoglie e si racconta.

Questo concetto è rimasto almeno per quanto riguarda la cena…il pranzo oramai viene consumato fugacemente durante la pausa dal lavoro.

Le nostre città sono invase da piccoli locali che preparano i famosi “takeaway”…il business che si è creato intorno è grandissimo.

La facilità e la minima spesa che implicano questo pasto, ci hanno deresponsabilizzato dal doverci organizzare da casa.

Si sa, noi italiani siamo dei buongustai e preferiamo non affidarci al prodotto industriale e preconfezionato.

Se proprio ci dobbiamo “accontentare” di un servizio di ristorazione, preferiamo il prodotto fresco, fatto li per li.

Ultimamente c’è un po’ una parziale inversione di marcia rispetto a questa “usanza”.
La nuova generazione sembra un pochino più attenta alla forma fisica e si sa, pranzare tutti i giorni fuori casa comporta qualche rischio.

Allora si è tornati un po’ indietro…ci si prepara qualcosa a casa e si parte con il famoso pranzo al sacco.

Vasta è la gamma di prodotti che possiamo prepararci e che ci permettono di poter scegliere…ma regina tra i tanti è lei, la signora Piadina.

In commercio se ne trovano una quantità infinita di piadine…ma proprio per la loro semplicità ci vuole poco a prepararle in casa.

Noi abbiamo la nostra ricetta, ovviamente gluten free, e ve la proponiamo in una speciale versione con un ripieno gustoso ma assolutamente light.

INGREDIENTI PIADINA MEDITERRANEA

Per la piadina

• Gr 500 miscela base senza glutine

• Gr 20 miele di acacia

• Gr 350 acqua

• Gr 50 olio evo

• Gr 10 sale fino

Per la farcitura

• Gr 300 pomodori rotondi

• Gr 150 rucola

• Gr 50 pesto di basilico senza glutine

• Gr 20 olio evo

• Gr 3 sale fino

PREPARAZIONE DELLA PIADINA MEDITERRANEA

In una ciotola amalgamare tutti gli ingredienti  fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.

Coprire l’impasto con la pellicola da cucina e lasciare riposare in frigo per 2 ore.
Trascorso questo tempo, lavorare brevemente l’impasto e suddividerlo in palline da 60 grammi l’una.

Stenderle con il mattarello e rifinirle con un anello di acciaio di diametro 28 centimetri.
Cuocere le piadine ottenute in una padella antiaderente per un minuto a lato, poi toglierle dal fuoco.

Lavare ed affettare i pomodori rotondi, mescolarli con la rucola e condire il tutto con olio evo e sale.

Farcire le Piadine con il condimento, completare con il pesto di basilico e servire.

Una volta cotte, le Piadine possono essere conservate in frigorifero per 3/4 giorni dentro ad un sacchetto per alimenti.

Buon appetito con la nostra PIADINA MEDITERRANEA.

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Master Gluten Free Scuola Paideia

Si riapre la stagione dei corsi con il Master Gluten Free Scuola Paideia di Milano.

Dal 10 al 13 settembre una full immersion nel senza glutine con il Maestro Favorito coadiuvato dalla presenza della Dottoressa Manuela Derosas, biologa nutrizionista.

Master Paideia

Questo il programma del Master Gluten Free Scuola Paideia

• I° giornata
– teoria sulla Tecnologia degli alimenti
– preparazione e macinazione farine
– preparazione miscele
– essiccamento della frutta e della pasta
– rinfreschi e preparazione dei lieviti ( Lievito madre-poolish-biga)
• II° giornata
– preparazione impasti per fermentazione notturna in frigo
– preparazione basi pasticceria (frolle e bignè)
– intervento della Dottoressa Manuela Derosas
• III° giornata
– laminazione paste sfoglie e brioche da prima colazione
– termine preparazione lievitati della fermentazione in frigo
– preparazione pre-impasti panettone e pandoro
• IV° giornata
– secondo impasto panettone e pandoro
– pirlatura nel pirottino di panettone e pandoro
– preparazione finale di altri impasti di pasticceria-panetteria-pizzeria
– ritocchi finali, ultimi dettagli e mes an place

 

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Biscotti mandorla e cioccolato fondente con pere, mele e carote

I Biscotti mandorla e cioccolato fondente con pere, mele e carote sono una vera e propria raffinatezza della pasticceria artigianale.

I biscotti vengo realizzati in tutte le forme e con ingredienti particolari che ci ispirala nostra fantasia.

Ripieni di confetture, cioccolata o semplicemente glassati, i biscotti sono una dolce pausa che ci possiamo concedere nella vita di tutti i giorni.

Biscotti mandorla e cioccolato fondente con pere, mele e carote di norma hanno una dimensione limitata, infatti le grandezze sono di circa 5-10 cm.

La cottura è solitamente nel forno così che ogni biscotto perda quasi tutta la propria umidità.

Questo tipo di cottura, insieme con la presenza di miele ( anticamente) o con l’aggiunta di zucchero ( in tempi più recenti), fa si che la conservazione di queste prelibatezze abbia periodi molto lunghi.

La parola biscotto proviene dalla lingua latina “panisbiscotus”, che significa letteralmente “ pane cotto due volte”.

Le prime testimonianze di questa golosità si hanno fin dal X secolo A.C.

A seconda degli ingredienti presenti nell’impasto, i biscotti posso essere suddivisi in varie categorie: “ friabili”, “ molli” , “ secchi” e “ ripieni”.

I biscotti “ friabili” sono i più delicati in quanto hanno una maggiore presenza di acqua e latte nella pasta.

I biscotti “secchi” non hanno solitamente, uova nell’impasto e di conseguenza sono più leggeri.

I così detti biscotti “ molli” invece hanno un sapore più corposo per via del burro e uova all’interno del composto.

I biscotti “ ripieni” sono i più golosi, esternamente croccanti e friabili , internamente colmi di ogni sorta di creme variegate o confetture di frutta.

Il Maestro Francesco Favorito invece ci presenta la ricetta dei Biscotti mandorla e cioccolato fondente con pere, mele e carote

Questa prelibatezza è ricca di proteine vegetali, calcio e Sali minerali.
Naturalmente è tutto senza glutine.

Il procedimento è spiegato passo passo , così che la riuscita di questi biscotti sia delle migliori.

Non resta altro che iniziare. Buon lavoro a tutti .

INGREDIENTI Biscotti mandorla e cioccolato fondente con pere, mele e carote

Per la preparazione dell’impasto occorre:

• g 300 di pera
• g 20 di mela
• g 150 di carota
• g 150 di zucchero grezzo
• g 10 di spremuta di arancia
• g 320 di burro
• g 375 di farina di mandorle senza glutine
• g 675 di zucchero a velo senza glutine
• g 750 di tuorli
• g 450 di cioccolato fondente al 70%
• g 300 di https://www.francescofavorito.it/shop/miscele/miscela-per-dolci/
• g 750 di albume
• g 300 di zucchero semolato

Per la decorazione occorre:

• g 100 di cioccolato fondente senza glutine
• g 30 di polpa di cocco disidratata grattugiata senza glutine

PROCEDIMENTO:
Lavare e pelare I 20 g di mele , i 300 g di pere e le carote.

Tagliare a cubetti piccoli le pere precedentemente sbucciate , grattugiare i 150 g di carota ripulita dalla buccia e in fine tagliare a fettine sottili le mele.

In una casseruola unire le pere , mele e carote con i 10 g di spremuta di arancia, i 20 g di burro tenuto a temperatura ambiente e i 150 g di zucchero grezzo.

Lasciare cuocere per circa 20 minuti, magari mescolando di tanto in tanto per non far aderire il composto alla pentola.

Passati i 20 minuti di cottura spegnere il fuoco e lasciare raffreddare per qualche minuto.
In un altro recipiente aggiungere i 675 g di zucchero a velo senza glutine , i 375 g di farina di mandorle gluten free precedentemente setacciata e i restanti 300 g di burro .

Amalgamare gli ingredienti e contemporaneamente incorporare man mano i tuorli.
Fare sciogliere a bagnomaria o al microonde i 450 g di cioccolato fondente al 70%.

Mescolare il cioccolato fuso con l’ impasto di zucchero, farina di mandorle e burro.
Lavorati tutti gli ingredienti, in modo tale che si abbia un composto omogeneo, aggiungere la miscela base e incorporare.

La miscela base è un’ unione di farine come quella di riso, di amidi, come l’amido di mais e fibre come l’inulina, Guar e Carruba.
In una ciotola di vetro montare a neve i 750 g d’albumi insieme ai 300 g di zucchero semolato.

Per fare questa operazione potete aiutarvi con le fruste elettriche o se ne disponete anche con una planetaria.

Unire l’albumi montati a neve con lo zucchero al composto realizzato in precedenza e mescolare delicatamente dal basso verso altro, così che l’albume non si smonti (avendo incorporato aria durante questo movimento).

Aggiungere poi la composta di mele, di carote e di pere.

Mescolare il tutto, poi dopo che il composto è diventato liscio e omogeneo creare delle palline di impasto grandi circa 8 cm.

Prendere una teglia rettangolare o tonda che sia, disporre sopra un foglio di carta da forno e posizionare le palline possibilmente mantenendo un po’ di spazio tra l’una e l’altra.

Far cuocere nel forno caldo a 240 °C per circa 8 minuti, tenere sempre sotto controllo la cottura.

Sfornare i biscotti e lasciarli riposare per qualche minuto su una gratella.

Decorare la superficie dei biscotti oramai tiepidi, con i 100 g di cioccolata fondente senza glutine, sciolta a bagnomaria, e con i 30 g di cocco grattugiato anch’esso gluten free.

Servire poi su di una alzatina o su di un vassoio.

Non resta altro che gustare questi Biscotti mandorla e cioccolato fondente, pere, mele e carote.

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IFSE Torino

corsi Gluten Free e le altre intolleranze alimentari all’IFSE di Torino: due eventi all’insegna del senza glutine.

Il Maestro Favorito sarà ospite presso l’istituto IFSE di Torino nella sede di Via Alfieri, e in quella della Scuola a Castello di Piobesi Torinese.

Corso Senza Glutine e intolleranze alimentari sede di Torino

Nella splendida location torinese inserita all’interno del Palazzo più bello del mondo, il 27 e il 28 ottobre sarà impegnato in un corso amatoriale pratico interamente dedicato al senza glutine e alle altre intolleranze alimentari.

IFSE di Torino

Per info e prenotazioni clicca QUI

Corso Senza Glutine e intolleranze alimentari sede di Castello di Piobesi Torinese

Il 29 e il 30 lo troverete presso la sede dell’istituto professionale IFSE di Torino a Castello di Piobesi Torinese.

Un programma che spazierà dal panettone alla pizza passando anche attraverso le cinque basi della pasticceria, la tecnologia degli alimenti, e con la simulazione, con un piccolo molino, della macinazione del seme per ottenere le miscele che si useranno in sede di corso…tutto rigorosamente gluten free.

IFSE di Torino
Per info e prenotazioni clicca QUI

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